Siamo a casa!
Brillantemente superata la prova bimbo/viaggio/estero/aereo con bonus freddo e pioggia non troppo preventivato quando avevamo scelto di viaggiare a fine aprile (dalla prospettiva di gennaio immaginavamo una primavera inoltrata, praticamente estate...).
Comunque Alberto se l'è cavata alla grande, sopportando i nostri ritmi non proprio kinderfriendly e adescando hostess, mastre birrarie, cape uffici stampa e via dicendo col solito trucchetto di sbatacchiare le sue lunghe ciglia.
L'inizio è stato super promettente: bagaglio compatto, taxi prenotato per le 5.00 a.m., arriviamo tutti contenti al check in con carta d'identità super fiammante di Alberto idonea per l'espatrio, nostre carte più passaporti casomai non piacessero i timbri di rinnovo come si vocifera sui form internettiani e … Alberto ha un fighissimo biglietto con posto a sedere “child” e invece è solo un “enfant” e quindi non si sa come fare a farlo volare. Boh! Si aspetta il comandante che deve dare l'ok per farlo salire comunque a bordo. Fa con comodo, alla fine check in, controllo e ultimi a salire... ma ci siamo!
Atterriamo a Monaco in perfetto orario, montiamo il seggiolino sull'auto a noleggio e partiamo destinazione Bamberg, con tappa sotto la pioggia nel parco dell'Almunthal. Primi wurstel con crauti e strudel rimasto insuperato.

Il mattino dopo previsioni di quasi sole, quindi alle 8.00 corriamo verso Bamberga, dove continuiamo a correre da una piazza a un ponte, da una cattedrale a un castello per fare nelle tre ore di sole previste tutti gli esterni della settimana. Anche Alberto corre, affrontando il pavé e i sette colli della Roma della Franconia sul suo nuovo Cybex Ruby dallo smagliate color laguna opportunamente (e lungimirantemente) attrezzato con sacco in vello d'agnello. Meno male che sul ponte ci sono i tavolini della Gelateria Bassanese dove un cappuccino non lo si nega a nessuno. A mezzogiorno si chiude la finestra di sole e quindi approfittiamo per una sosta in birreria. Non una qualsiasi, la più antica, celebre e celebrata birreria di Bamberga, quindi della Baviera, quindi della Germania, quindi del mondo! Eh si, siamo nella patria della birra, che qui è rigorosamente affumicata come una volta e si accompagna rigorosamente a stinco (cotto nella birra ovviamente) con crauti e puré. Ma questa è la settimana in cui in Franconia si raccolgono gli asparagi bianchi, quindi fortunatamente Alberto può alternare allo stinco un bel piatto vegetariano di asparagi e patate novelle. Ovviamente le birrerie hanno seggioloni e fasciatoi, le piste pedonali e ciclabili sono ovunque (e per scendere al fiume col passeggino c'è pure l'ascensore), non ci sono auto parcheggiate sui marciapiedi e tante altre belle cose normali che dalle nostre parti ci sogniamo. E le mamme dei lattanti che non gradiscono lo stinco potranno acquistare ovunque omogenizzati biologici ed economici.
Che altro? Non riusciamo a prendere il battello per la gita sul fiume perché ci affidiamo agli orari tedeschi e loro li cambiano da un giorno all'altro quasi fossero italiani, ma ci consoliamo con una passeggiata lungo il fiume e un incontro con mamma germana, nidiata di pulcini e oca irritabile. L'ultimo giorno lasciamo la birra per la “regione del vino”, ancora a inseguire sprazzi di sole tra i vigneti e il Meno, che attraversiamo su una chiatta che chiamano “il traghetto”. Nei villaggi non ci sono ancora i gerani alle finestre, ma le fontane sono addobbate con uova e nastri come da tradizione pasquale.
























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